
Dott.ssa Maria Veronica Artusi
Sosteniamo il nostro fegato con il Tarassaco
Nome Botanico: Taraxacum officinale
Famiglia: Asteraceae
Natura: Fredda
Sapore: Amaro, Dolce
Il Tarassaco è sicuramente uno dei rimedi più noti della tradizione popolare.
Chiamato in svariati modi: “dente di leone” (per la forma delle sue foglie), “soffione”, “piscialetto”; esso riporta ordine nel nostro corpo depurandolo dalle tossine.
Amato da tutti i bambini che si divertono soffiandoci sopra, un po’ meno dai giardinieri poiché si propaga dappertutto e se si cerca di estirparlo in realtà il lungo fittone resta infisso nel terreno.
E’ tra i primi a fiorire nei prati dopo l’inverno ed è messaggero di rinnovamento.
Nel ‘600 Culpeper (medico e botanico) diceva che il Tarassaco serviva per “vedere da lontano senza bisogno di occhiali”; del resto la Medicina Tradizionale Cinese ci spiega come ci sia un collegamento tra occhi e fegato e come un sostegno all’attività epatica possa dare dei benefici anche alla vista!
Il tarassaco contiene diversi principi attivi tra cui triterpeni, sesquiterpeni, flavonoidi e acidi fenolici, pertanto esso è utilizzato come drenante.
Ma cosa si intende per drenaggio?
Il nostro corpo è dotato di organi emuntori, ovvero fegato, intestino, polmoni e pelle ed essi collaborano per eliminare le tossine.
In naturopatia il drenaggio è fondamentale poiché quando gli organi di eliminazione rallentano il loro lavoro rendono fragile il nostro organismo; come se il nostro corpo fosse un orto e noi dovessimo tenere pulito e in ordine quella terra per poter consentire la crescita di buona verdura.
Oltre al fegato, gli organi aiutati dal Tarassaco sono anche vescica biliare, reni, pancreas e ha un ruolo importante nel fare un drenaggio articolare e della pelle nei casi di dermatosi di natura infettiva.
La Medicina Tradizionale Cinese usa il “suo linguaggio” e ci dice che il Tarassaco elimina il Calore, dissipa il calore- umidità, stimola barba e capelli e tonifica tendini e ossa.
Utilizzi della radice del Tarassaco
- Infuso: 1 cucchiaio per tazza da lasciare in infusione coperto per dieci minuti;
- Tintura madre: 40 gocce per 3 volte al giorno;
- Estratto fluido: 30 gocce per tre volte al giorno;
- Estratto secco: 1000- 1500 mg al giorno (da suddividere in 2 o 3 assunzioni).
Tali indicazioni vanno sempre valutate caso per caso e personalizzate.
Controindicazioni:
- non va assunto se vi è occlusione delle vie biliari e dell’ileo poiché potrebbe essere spasmizzante;
- Per la presenza di principi amari potrebbe causare disturbi gastrici nei soggetti che soffrono di ipercloridria;
- Poiché ha azione diuretica, prestare attenzione se si assumono farmaci diuretici.
Curiosità:
- I boccioli del Tarassaco si possono utilizzare sott’aceto!
- Carciofo, Tarassaco e Fumaria sono detti I tre moschettieri della fitoterapia poiché insieme formano una formulazione molto attiva a livello terapeutico.
Conclusione: Il Tarassaco va bene per tutti?
No! Come tutti i rimedi che ci dona la natura bisogna valutare perché ogni individuo è diverso.
Al di là dei principi attivi contenuti è infatti interessante la natura della pianta. Un esempio pratico: se una persona è particolarmente freddolosa e con la necessità di sostenere la circolazione si potrebbe pensare di preferire un’altra pianta, il Cardo Mariano, che ha natura calda.
Buon drenaggio a tutti/e!
Riferimenti bibliografici
Campanini E., Dizionario di Fitoterapia e piante medicinali, II edizione, Tecniche nuove, Milano, 2005.
Dispensa MTC applicata, Scuola SIMO, 2022.
Grohmann G., Tra sole e terra- La Vita delle piante, Filadelfia Editore, Milano.
Pavanello D.., Piante officinali e Naturopatia, Edizioni Enea, Milano, 2014.
Pavanello D., Manuale di Fitocomplementi, Edizioni Enea, Milano, 2023.


